Il lavoro del consulente si basa sulla fiducia che il Cliente (lo scrivo sempre con la C maiuscola, come mi hanno insegnato) riveste in lui. Questa fiducia è data dalla professionalità del consulente, dalla sua esperienza settoriale, da quanto ha dimostrato in passato, da come riesce ad inquadrare rapidamente la realtà del Cliente. Ma devo ammettere che esiste anche qualcosa che va oltre, cioè quel feeling che o si instaura subito o è difficile che arrivi dopo, e che conferisce alla collaborazione uno spessore qualitativo superiore. Non che senza non si possa fare un buon lavoro, ma mancherà sempre quello "scatto in più".
Complementare, ma da una prospettiva opposta, è la fiducia nel Cliente, nei suoi prodotti/servizi. Mi spiego: un bravo venditore può vendere di tutto, anche prodotti nella cui qualità non crede, ma eccellerà comunque particolarmente vendendo prodotti in cui crede. Anche nel caso del conulente è così, almeno per quanto mi riguarda: ho bisogno di avere la massima fiducia del Cliente, ma anche di essere convinto di poter fare un ottimo lavoro, con lui. E' indispensabile che io intraveda potenzialità per sviluppare un progetto vincente nell'area di interesse.
Come ho già avuto modo di dire in questo sito (pagina "Cosa faccio"): "Non seleziono mai secondo l'importanza del potenziale cliente, ma esclusivamente in base alla 'sfida' rappresentata dal progetto, e dalla possibilità che intravedo in partenza di poter incidere significativamente sullo sviluppo del Cliente stesso, oltre che sulla prospettiva di stabilire un rapporto di collaborazione lavorativa piacevole e duraturo".
Su queste basi ho ancora il mio primo Cliente (1988) e molti degli altri acquisiti negli anni.
Data creazione : 29/08/2005 @ 15:26
Ultima modifica : 29/08/2005 @ 16:42
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